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COMUNICATO STAMPA

giovedì 29 maggio 2008
 
GIANNINI: «GLI IMMIGRATI CLANDESTINI

CONSIDERATI PEGGIO DEI TERRORISTI: SONO ESAGERATI I PROVVEDIMENTI A CARICO DEI PROPRIETARI IMMOBILIARI»

Con l’entrata in vigore delle nuove norme in materia di locazione, che prevedono pene per i proprietari immobiliari che danno in affitto il proprio appartamento ad un immigrato clandestino, il presidente nazionale dell’Asppi Luigi Ferdinando Giannini sottolinea le disparità del provvedimento.

«Al tempo del rapimento dello statista Aldo Moro – ricorda Giannini – fu approvata la legge n° 191 del 18 maggio 1978, concernente norme penali e processuali per la prevenzione e la repressione di grandi reati e volta principalmente a contrastare il fenomeno del terrorismo. Questa legge introdusse l’obbligo di comunicare all’autorità locale di pubblica sicurezza, entro 48 ore dalla consegna dell’immobile, le generalità dell’acquirente, del conduttore o della persona che assume la disponibilità del bene. In caso di violazione di quest’obbligo, era prevista una sanzione amministrativa, applicata dal Sindaco, con il pagamento di una somma da 200 mila lire a tre milioni Il successivo decreto amministrativo del 25 luglio 1998 n. 286, riguardante la disciplina dell’immigrazione e norme sulla condizione dello straniero, estendeva l’obbligo di riportare, oltre alle generalità dello straniero o apolide, gli estremi del passaporto o del documento di identificazione che lo riguarda, e in caso di violazione, il pagamento di una sanzione amministrativa da centosessanta a millecento euro».

Anche le agenzie immobiliari che fanno da tramite per la locazione di un alloggio sono chiamate ad una responsabilità di legge.
«L’obbligo di comunicazione – aggiunge il presidente dell’Asppi - viene esteso anche a chi esercita attività di intermediazione immobiliare, secondo quanto previsto dalla legge 30 dicembre 2004 n. 311, dove sono indicate sanzioni amministrative e, in caso di reiterata violazione, la sospensione per un mese dell’attività»

Tutte le leggi fin qui ricordate, se messe a confronto con il provvedimento appena entrato in vigore relativo agli immigrati clandestini, evidenziano come questi ultimi siano considerati più pericolosi dei terroristi visto che, in caso di violazione, per i proprietari degli immobili è previsto addirittura il carcere.
«La legge appena approvata – conclude il presidente Giannini - che prevede per i proprietari la reclusione da sei mesi a tre anni e la confisca dell’immobile in caso di locazione a immigrati clandestini, appare esagerata. Le paure dei proprietari potrebbero scoraggiare l’affitto agli stranieri, che in molti casi hanno sostenuto con la loro domanda il mercato. Gli effetti di tale provvedimento non tarderanno a manifestarsi. Nel sottolineare l’importanza del rispetto delle norme e dei principi di legalità, così come delle sanzioni, occorre prestare attenzione a non introdurre disposizioni che per la loro portata rischiano di acuire tensioni».

Roma, 28 maggio 2008
L’Ufficio Stampa e Comunicazione
 
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Pietra Su Pietra n° 3/2009
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