 L’ASPPI TORNA A CHIEDERE UN PIANO PER L’AFFITTO. GIANNINI: «LA CRISI IN ATTO PORTA ALLA NECESSITA’ DI UN PROVVEDIMENTO PER SOSTENERE LA LOCAZIONE»
L’Asppi-Associazione Sindacale Piccoli Proprietari Immobiliari torna a manifestare la richiesta di un Piano nazionale per l’affitto. «L’attuale situazione relativa al mercato della locazione – afferma il presidente nazionale dell’Asppi Luigi Ferdinando Giannini - risente negativamente della crisi economica e finanziaria in atto. Pertanto è necessario varare un Piano ad hoc, che parta dalla diffusione dei contratti a canone concordato sull’intero territorio nazionale. Tali contratti possono consentire, con l’istituzione delle Agenzie per l’Affitto come garanti, una calmierazione del mercato con reciproci benefici per inquilini e proprietari». I proprietari immobiliari in questi anni hanno sopperito alle lacune dell’edilizia residenziale pubblica. «I contratti a canone concordato – prosegue Giannini - vanno inoltre rilanciati attivando idonee azioni di promozione, al fine di farne conoscere esistenza, potenzialità e benefici. L’operazione di rilancio deve includere anche un aumento delle detrazioni fiscali a beneficio dei proprietari e l’esenzione totale dall’Ici: fattori determinanti per lo sviluppo di questo tipo di contratti di locazione». Per avere un preciso quadro della situazione, sono necessari elementi certi di valutazione. «Per l’aggiornamento dei dati relativi ai casi di disagio – sottolinea il presidente dell’Asppi - e delle dimensioni reali del “problema casa”, vanno attivati al più presto l’Osservatorio Nazionale e gli Osservatori Regionali sulla Condizione Abitativa che assolvano anche a funzioni di controllo dell’efficacia e qualità degli interventi pubblici». La leva fiscale è fondamentale per la riuscita di un Piano per l’affitto. «L’Asppi – aggiunge Giannini – ritiene pertanto indispensabile un riequilibrio della pressione fiscale gravante sui proprietari d’immobili, adottando una tassazione separata del reddito derivante dai canoni di locazione, e consentendo la deduzione fiscale dal reddito dei canoni di locazione degli inquilini anche come alternativa al contributo diretto sull’affitto». Il tutto senza dimenticare la necessità di un rilancio dell’Edilizia Residenziale Pubblica. «Siamo sempre stati in prima linea - ribadisce il presidente - nel sostenere che l’Erp debba essere messa in condizione di rispondere ad una più ampia varietà di richieste, al di là di quelle legate all’emergenza, specie nel momento in cui la mobilità territoriale del lavoro, di cui oggi si sente ancor maggiore esigenza, necessita di alloggi in affitto». Infine l’Asppi ribadisce le proprie perplessità, già manifestate nei giorni scorsi, in merito al Piano per l’edilizia allo studio del Governo. «Sopraelevazioni indiscriminate – conclude Giannini - o nuove cubature realizzate tramite chiusura di terrazzi o balconi, effettuate senza un preventivo controllo, rischiano di danneggiare l’estetica di edifici e interi quartieri, con conseguente riduzione del valore degli immobili vicini a quelli oggetto di interventi. Un potenziale danno per i terzi che va scongiurato. Si stanno sviluppando in diversi contesti progetti di alto prestigio, elaborati da grandi firme dell’architettura, un provvedimento così pensato viene meno all’impostazione generale che guarda con favore all’esaltazione dell’estetica urbana». Roma, 24 marzo 2009 L’Ufficio Stampa e Comunicazione |