 L’ASPPI HA PRESENTATO AL COMMISSARIO DI GOVERNO PER I BENI CONFISCATI UN PROGETTO DI MODIFICA DELLA LEGGE 575/65 PER GLI IMMOBILI IN CONDOMINIO
L’Asppi-Associazione Sindacale Piccoli Proprietari Immobiliari ha elaborato un progetto di modifica della legge 575/65 che regola la gestione e la destinazione dei beni confiscati alle organizzazioni criminali. La proposta, studiata dal responsabile Area Legale dell’Asppi Nazionale, l’avvocato Silvio Scarsi, è scaturita dall’esperienza concreta del condominio “La Pinetina” di Vigevano, e dall’iniziativa di Maria Rosa Carnevale Miino, che per prima ha evidenziato il problema relativo ad immobili confiscati alla mafia siti in contesti non indipendenti, lanciando un’idea di utilizzo alternativo a quello attualmente previsto dalla legge. La proposta di modifica della legge 575/65 è stata inviata al Commissario di Governo per la gestione dei beni confiscati, il dottor Antonio Maruccia, che si è dimostrato sensibile alla questione. «Abbiamo letto – ha affermato il Commissario di Governo - la descrizione del progetto pilota relativo allo smobilizzo di beni confiscati siti in contesti condominiali da Lei gentilmente inviato. Al riguardo riteniamo che il progetto contenga alcuni elementi d’interesse che potranno essere meglio valutati ed approfonditi allorché questo Ufficio esaminerà tutte le ipotesi di innovazione normativa sulla materia dei beni confiscati, allo scopo di formulare proposte di modifica legislativa al Presidente del Consiglio dei Ministri». Nelle realtà comunali, emergono sempre più casi di beni immobili confiscati alla criminalità organizzata destinati a finalità sociale. Quando la confisca riguarda immobili ubicati in contesti condominiali o in contesti non indipendenti, sorgono puntualmente per le Amministrazioni Comunali situazioni critiche e questioni spinose legate principalmente alla non indipendenza dell’immobile oggetto di confisca. In ambiti condominiali emergono esigenze sociali di nuovo tipo soddisfacendo le quali si alzerebbe la “qualità di vita” dei soggetti interessati e si contribuirebbe a sviluppare una solidarietà più estesa ed allargata, sentita ormai come bisogno collettivo «La restituzione del bene alla collettività – ha affermato il presidente nazionale dell’Asppi Luigi Ferdinando Giannini - inevitabilmente pesa in larga misura sui cittadini coinvolti direttamente, oltretutto una scelta non condivisa da chi vive nel contesto condominiale, potrebbe generare non solo malcontento e sconforto ma sfociare in un possibile degrado dello stabile stesso con una conseguente svalutazione complessiva che andrebbe ad incidere non solo sulla qualità di vita dei residenti, ma comprometterebbe anche il valore delle singole proprietà, frutto queste ultime, il più delle volte, di grande lavoro e sacrificio di operose famiglie». Roma, 10 ottobre 2008 L’Ufficio Stampa e Comunicazione |