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Aumenta l'irrigidimento delle banche per i mutui alle famiglie

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Aumenta l'irrigidimento delle banche per i mutui alle famiglie

Un’analisi di Tecnoborsa.it sui mutui rileva che, secondo il Bollettino di maggio della Bce, nel primo trimestre del 2010 la percentuale netta di banche segnalanti un irrigidimento dei criteri per la concessione di prestiti alle famiglie per l’acquisto di abitazioni è aumentata rispetto al trimestre precedente (dal 3 al 10 per cento). Ciò contrasta anche in parte con le aspettative delle banche nella precedente edizione dell’Indagine, in cui era stato previsto un inasprimento netto basso pressoché quanto nel quarto trimestre del 2009.
In aggiunta, l’aumento dell’inasprimento netto nel primo trimestre del 2010 non è parso rispecchiato nei fattori sottostanti, che sono rimasti sostanzialmente invariati (ad esempio, le prospettive del mercato degli immobili residenziali), oppure hanno contribuito meno all’irrigidimento netto dei criteri di concessione dei prestiti (ad esempio, le prospettive economiche generali).
Nel contempo, parte della spiegazione dell’aumento dell’inasprimento netto dei criteri potrebbe essere connessa ad altri fattori, quali i cambiamenti della gestione del rischio delle banche. Come in precedenti rilevazioni e a differenza dei prestiti alle imprese, i costi di finanziamento e i vincoli di bilancio delle banche, considerati puri fattori dal lato dell’offerta nella concessione di prestiti, sono rimasti neutrali (1 per cento contro lo 0 per cento del quarto trimestre del 2009).
Quanto ai termini e alle condizioni dei mutui per l’acquisto di abitazioni, i margini sui prestiti più rischiosi (16 per cento), il rapporto tra l’ammontare del prestito e il valore delle garanzie (11 per cento), e i requisiti per le garanzie (4 per cento), hanno continuato a essere inaspriti dalle banche, sebbene moderatamente rispetto ai livelli di un anno fa.
In prospettiva, le banche si attendono una nuova diminuzione dell’inasprimento netto dei criteri di concessione dei mutui per l’acquisto di abitazioni, nel secondo trimestre del 2010 (al 2 per cento). Per quanto concerne la domanda netta di mutui per l’acquisto di abitazioni, vi è stata una diminuzione significativa nel primo trimestre (meno 2 per cento, dal 16 per cento del quarto trimestre del 2009), dopo un aumento per tre trimestri consecutivi e in contrapposizione con la domanda netta positiva che le banche si erano attese nella precedente edizione dell’Indagine.
Il calo della domanda netta è riconducibile, in particolare, a un contributo meno positivo delle prospettive del mercato immobiliare e a un contributo più negativo da parte della fiducia dei consumatori. In aggiunta, la concorrenza di altre banche ha contribuito negativamente alla domanda di mutui per l’acquisto di abitazioni e, in prospettiva, le banche si attendono che la domanda netta di mutui per l’acquisto di abitazioni aumenti nel secondo trimestre del 2010 (al 21 per cento).
Secondo Crif la domanda dei mutui ad aprile 2010 è sostanzialmente la stessa di due anni fa, in crescita solo del +3 per cento rispetto allo stesso mese del 2007. La domanda del primo quadrimestre 2010 si assesta sugli stessi valori del 2009, quando era risultata in crescita del 2 per cento rispetto allo stesso periodo del 2008. Nell’analisi di questi dati occorre, però, tenere in considerazione che la domanda è attualmente sostenuta anche dalle rinegoziazioni, che costituiscono ormai un fenomeno consolidato del mercato.
Nel primo quadrimestre 2010 l’incidenza delle sostituzioni è stata pari al 12,4 per cento del totale contro una media, per l’intero 2009, del 24 per cento; peraltro, già dall’ultimo bimestre dell’anno scorso la quota di mutui di sostituzione risulta in netto rallentamento rispetto ai mesi precedenti. Analizzando la distribuzione delle richieste di mutuo in funzione dell’importo, si conferma, invece, la crescita della quota di domanda nelle fasce più elevate, oltre i 150.000 euro, e l’importo medio richiesto è in progressiva crescita, dopo il pesante calo verificatosi durante la recente crisi economica.
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