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Il centro antico di Anversa: 'città normanna' e le sue mura

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Fu concepita per esercitare un'estesa egemonia culturale ed economica in una regione di frontiera

Nello spazio murato si racchiudevano le funzioni dominanti che esprimevano il senso e la misura dell'egemonia
 
Il territorio aversano sembra essere caratterizzato, a partire dal IV secolo, da una distribuzione della popolazione in fattorie e villaggi. Numerose tracce della centuriazione romana sono ancor oggi visibili nel territorio e la stessa città di Aversa sorse in origine al centro di una delle maglie della centuriazione.
Prima dell'avvento dei Normanni, nell’XI secolo, il territorio aversano era popolato da piccoli raggruppamenti, di casali e ville. Quasi al centro di una delle maglie della centuriazione romana esisteva il casale Sancti Pauli at Averze, che viene ricordato in un diploma capuano risalente al 1022. Di forma pressoché circolare, l'originario villaggio aversano non aveva, fino alla conquista normanna, una precisa fisionomia territoriale, giuridica o amministrativa. Posto a breve distanza dal corso del Clanio, nell'area compresa tra la via consolare Campana e la via Atellana, in una posizione di dominio delle principali vie di comunicazione tra il nord e il sud, e tra i paesi interni e il mare. Solo con l'avvento dei Normanni il piccolo casale cominciò ad avere un assetto ben definito. La contea normanna di Aversa, donata nel 1030 a Rainulfo Drengot da Sergio IV duca di Napoli, nacque con un impianto urbanistico ben definito che è tuttora conservato e visibile nell'orientamento delle arterie stradali del centro storico.
Concepita per esercitare un'estesa egemonia culturale ed economica in una regione di frontiera tra il ducato bizantino di Napoli e il principato longobardo di Capua, la fondazione di Aversa nel sito dell'antico casale Sancti Pauli scaturì da considerazioni strategiche e territoriali. Una volta entrata in possesso dei normanni, Aversa venne circondata da mura che la difendessero dagli assalti nemici. Queste, inizialmente di dimensioni discrete furono successivamente ricostruite, ma non superarono mai i sei metri di altezza. Le mura, costruite da Rainulfo, chiudevano Aversa come in un quadrilatero.
Nello spazio murato si racchiudevano le funzioni dominanti che esprimevano il senso e la misura dell'egemonia territoriale: vi erano, infatti collocate la residenza - fortezza del conte, le sedi dell'amministrazione, della religiosità e la dimore del ceto detentore di questi poteri. Con una pianta a schema anulare, con al centro la nuova cattedrale di San Paolo e con ogni probabilità il castello, si venne , dunque, configurando il primo nucleo della Contea Normanna di Aversa . Il tipo di struttura radiocentrica fu determinato da due ordini di fattori legati alla centralità della cattedrale nelle comunità medioevali, la scelta di tale sistema urbanistico dipese dall'organizzazione del sistema viario, di importanza fondamentale per l'economia della città, e dallo sfruttamento dei fossati della centuriazione romana, utilizzati come barriera difensiva. La particolare conformazione della struttura urbana di Aversa consente l'immediata lettura delle varie fasi di crescita e di sviluppo della città.
Il primo anello dell'insediamento normanno è ancora oggi riconoscibile nell'orientamento di via San Domenico, via Sellitto, via Cirillo, via San Nicola e via San Marta. Lo sviluppo demografico ed economico della contea determinò, in pochi anni, l'accrescersi del nucleo abitativo. Si rese, pertanto necessario un ampliamento del perimetro urbano con la creazione di un anello di mura più ampio, che comprendesse anche i borghi di nuova creazione . La nuova cinta muraria risulta riconoscibile nel susseguirsi di via Santa Maria della Neve , via San Francesco di Paola, via Sant' Andrea, via Cimarosa, via Golia e via Drengot, rispettava la struttura radiocentrica dell'originario schema urbanistico e si collegava al centro ideale della città attraverso una serie di tracciati stradali radiali.
Le porte cittadine, inizialmente cinque, in seguito sette, si aprivano sui principali percorsi che già strutturavano i precedenti nuclei. La fine della dinastia normanna nel XXI secolo e l'avvento della dominazione sveva segnarono un momento poco felice per Aversa, che subì numerose devastazioni, con la distruzione delle mura cittadine nel 1135. Con gli Angioini la città tornò al suo antico splendore: con Carlo II fu iniziata l'opera di ricostruzione. Con la dominazione aragonese iniziò il graduale abbandono dello schema radiale medioevale e il progressivo spostamento verso sud, ovvero verso Napoli dell'area di espansione della città. Per volere di Alfonso I fu eretto, nel centro antico della città, lungo il perimetro delle mura, il Castello Aragonese, che venne restaurato nel1750 per ordine di Carlo III di Borbone che ne dedicò i locali ai reggimenti di cavalleria.
 
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