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Cambierà l'urbanistica in Emilia Romagna

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Varato in materia un progetto di legge regionale
CAMBIERA’ L’URBANISTICA IN EMILIA ROMAGNA
La concertazione istituzionale porterà tempi più brevi anche per
l’esecuzione di opere pubbliche
La Regione Emilia Romagna vuole rivedere la propria legislazione per il governo del territorio ed ha messo in cantiere un progetto per omogeneizzare, tra loro, le seguenti norme: n.19/1998, sui programmi di riqualificazione urbana; n. 20/2000 sull’uso e la tutela del territorio; n. 31/2002 sull’attività edilizia e la legge n. 23/2004 sulla vigilanza e controllo dell’attività edilizia. La nuova legge recepirà anche il D. Lgs. 42/2004 (codice dei beni culturali e del paesaggio).
La Giunta regionale ha approvato il progetto di legge n. 2790 dal titolo “Governo e riqualificazione solidale del territorio”, pubblicato sul bollettino ufficiale n.172, del 6 agosto 2007. E’ previsto un ampio confronto tra le parti sociali durante il quale ASPPI potrà esprimere il punto di vista della piccola proprietà immobiliare. Secondo la Regione, il monitoraggio sull’applicazione dell’attuale normativa, i cambiamenti sociali, le diversità organizzative, le difficoltà economiche dei comuni e l’impossibilità di procedere ad espropri per soddisfare i bisogni di edilizia sociale, richiedono nuove politiche abitative basate sulla gestione dei diritti edificatori.
A dieci anni dalla legge 19 sulla riqualificazione urbana e oramai otto dalla legge 20, la giunta regionale si è trovata ad affrontare uno scenario socio economico profondamente mutato. La popolazione è cambiata, si registra un forte invecchiamento per denatalità e migliori prospettive di vita. Cresce il numero di  extracomunitari impiegati in agricoltura, nei servizi, in edilizia e nell’industria. Le città sono in competizione tra loro, nel tentativo di attrarre giovani talenti con alta specializzazione. Le famiglie, sempre più piccole, devono poter contare su almeno due stipendi. E’ cresciuto così il bisogno di servizi pubblici e di assistenza (privata) agli anziani. L’affermarsi di un diverso sistema di distribuzione commerciale ha cambiato le abitudini ai consumi e la mobilità urbana.
E’ sceso il potere d’acquisto delle famiglie che devono fare i conti coi costi della formazione universitaria e la difficoltà dei giovani ad inserirsi nel mondo del lavoro. Il costo del danaro cresce e il carico fiscale non è più espandibile.
I cambiamenti in corso, oltre a nuove case, richiedono anche politiche di sicurezza. La regione vuole città più “attraenti” e piani ERS (edilizia residenziale sociale) da realizzare con costi pubblici ridotti, meccanismi di perequazione urbanistica e strumenti di breve periodo (POC - piano operativo comunale).
Le politiche di pianificazione territoriale ed abitative abbisognano di manutenzione continua, riduzione dei costi di gestione, trasparenza e rapidità d’azione. Qualità apprezzate dagli enti locali che – in assenza del federalismo fiscale - devono misurarsi con ICI e oneri di urbanizzazione in calo. L’urbanistica deve fare i conti col fattore tempo. E’ importante sia per accelerare gli iter di approvazione, sia per realizzare opere pubbliche. La gestione del territorio è  influenzata da eventi economici, tecnologici, sociali e  culturali che, al pari delle informazioni, si susseguono rapidamente. Inoltre è matura la convinzione che le città – per ridurre il traffico e i gas serra - debbano “congelare” il loro ciclo di espansione per lasciare spazio alla riqualificazione urbana, che richiede più servizi.
Sono necessarie nuove regole per stare al passo con l’Europa e attuare gl’impegni di  Kyoto. La revisione legislativa della regione intende migliorare le esperienze fatte rivedendo i costi e i  risultati ottenuti in precedenza. Il progetto di legge vuole coordinare meglio le diverse disposizioni messe a punto nell’ultimo decennio e recepire i nuovi indirizzi giurisprudenziali in materia di espropri, per ottenere una legge più efficace e più equa. Semplificando i procedimenti pianificatori si vuole aumentare il numero di alloggi ERS, realizzabili col concorso degli operatori privati. Questa pare essere una delle buone ragioni alla base dell’iniziativa della giunta emiliano - romagnola. Si vogliono dare risposte certe e di qualità, in tutto il territorio regionale, al fabbisogno abitativo che  proviene delle fasce meno abbienti.
Nello stesso tempo il progetto vuole migliorare il lavoro di concertazione tra i diversi livelli istituzionale (Regione, Province, Comuni), su urbanistica ed esecuzione di opere pubbliche, migliorando la pianificazione sovra comunale a beneficio anche dei piccoli comuni. I tempi lunghi e le risorse necessarie per allestire uffici di Piano hanno, infatti, scoraggiato - in questi anni - molti comuni ad approvare i PSC, previsti dalla L.R. 20 del 2000. Col procedimento unico di approvazione si vogliono ridurre anche i tempi di  l’esecuzione delle opere  d’interesse pubblico. Ad ogni buon conto, gli anni necessari per l’approvazione di un PSC (nonostante il supporto  informatico), risultano troppo lunghi.
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