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E' ORA DI COMPRARE CASA? PER GLI IMMOBILIARISTI LA RISPOSTA E' SI

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Il mattone in Italia continua a rappresentare un investimento sicuro

Un panorama su cosa e dove acquistare, con la prospettiva di un reddito da affitto
di Silvio Piraccini*

E’ il momento buono per comprare casa? Per gli immobiliaristi pare di si. La situazione internazionale, del resto, è sotto gli occhi di tutti, le borse fluttuano e anche le banche mostrano dei lati deboli. Non c’è fiducia neppure verso i titoli di stato che pure, pur non offrendo grossi interessi, hanno sempre rappresentato un rifugio sicuro. Certo il mattone in Italia continua a rappresentare un investimento sicuro che, dal punto di vista della rivalutazione del capitale, non ha mai deluso nessuno. Lo stato di salute del settore è generalmente buono, anche se ultimamente i tempi di vendita si sono allungati, ma pare un fatto ciclico. In tempi di crisi di liquidità nessun proprietario è disponibile a vendere sottocosto. Insomma chi ha investito nel mattone, al contrario di chi ha messo i propri risparmi in borsa, dorme sonni tranquilli.
Ma chi compra oggi, e cosa? Nuovo o usato, città o residenze estive? Certamente il nuovo è più interessante. Soprattutto sotto il profilo tecnologico con abitazioni che consentono risparmio dal punto di vista della spesa per il riscaldamento e autoproduzione di energia elettrica. Da non trascurare il fattore etico, ormai entrato nel dna di molti cittadini, del rispetto dell’ambiente. Il risparmio sulle bollette quindi consiglierebbero di orientarsi verso il nuovo, anche se questo comporta una spesa superiore, rispetto all’usato, anche del 30 per cento. L’usato consente risparmi, ma attenzione ai costi di ristrutturazione! Acquistando un immobile usato è bene farsi consigliare da esperti e quantificare i costi di ristrutturazione e messa a norma degli impianti.
Anche acquistare fuori città, in campagna può essere vantaggioso. Costa meno; ma attenzione! Valutiamo bene le distanze che ci separeranno tutti i giorni dal lavoro, dai servizi!
Per chi vuole investire nella casa e farla fruttare oltre al puro aspetto della rivalutazione non resta che l’affitto. Anche in questo settore occorre fare alcune considerazioni sulla possibile clientela.
In Italia una percentuale altissima di persone possiede la casa: oltre l’80 per cento. E’ quasi scomparsa quella categoria di persone e famiglie che decidevano di vivere in affitto, traendo da questa condizione dei vantaggi e lasciando alcune preoccupazioni al proprietario locatore. La proprietà diffusa, causata dagli alti canoni, a loro volta causati principalmente da un’alta pressione fiscale su casa e proventi da canoni, è ormai una realtà caratteristica del nostri Paese.
Oggi chi chiede un alloggio lo fa perché lontano da casa per lavoro, per studio o per vacanza. Ma anche una forte richiesta da parte di lavoratori stranieri sta emergendo in tutto il Paese e, ormai, non solo nelle grandi città o nei centri manifatturieri dove c’è richiesta di manodopera.
Allora chi vuole affittare deve rivolgersi a queste categorie, valutando bene caratteristiche delle persone e tipi di contratto. Ad esempio, in riviera romagnola affittare ai turisti è conveniente e sicuro. In genere sono permanenze di una settimana o due. Ci si può affidare ad un’agenzia e stipulare un contratto che gli affidi l’immobile per tutta la stagione in cambio di un corrispettivo ragionevole. Oppure fare da soli; ma attenzione! In questo caso è bene avere alcuni rudimenti sulla contrattualistica e ad ogni cambio di inquilini ripredisporre la casa per i subentranti: pulizia, lenzuola, stoviglie.
Nelle città universitarie, e ormai lo sono tutti i capoluoghi di provincia, affittare a studenti può essere vantaggioso perché sono previsti degli sgravi su Ici ed Irpef, ma i giovani, si sa, occorre controllarli un po'’ più da vicino per evitare spiacevoli sorprese alle strutture a fine locazione. Resta anche la locazione classica, ormai esclusiva di giovani coppie e di lavoratori stranieri. In molti comuni ad alta densità abitativa c’è l’opportunità di stipulare un contratto concordato: 3 + 2. Offre vantaggi per il proprietario, ma anche all’inquilino: sconti su Ici, Irpef e registrazione.

*Segretario Asppi Ravenna
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