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DISAGIO ABITATIVO E POLITICHE DELLA CASA, A SASSUOLO UNA TAVOLA ROTONDA

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L’incontro organizzato dall’Asppi di Modena ha visto l’intervento dell’assessore alla Programmazione e Sviluppo Territoriale della Regione Emilia Romagna, Luigi Gilli

A Sassuolo, una realtà dove il disagio abitativo si è manifestato negli ultimi anni in modo particolarmente acuto, Asppi Modena ha organizzato una tavola rotonda con ospiti qualificati. Alla presenza del Sindaco di Sassuolo Graziano Pattuzzi, hanno dialogato con il presidente provinciale di Asppi Modena, Giovanni Guazzaloca, in merito al  tema abitativo l’Assessore regionale alla Programmazione e Sviluppo Territoriale Luigi Gilli, il vicesindaco di Sassuolo Ferruccio Giovannelli, il responsabile Asppi dell’area ceramica Massimiliano Righi.


“Parlare di casa, o meglio occuparsi di casa, significa oggi dedicarsi ad una pluralità di temi, che vanno dal disagio sociale alla questione ambientale, dal governo del territorio sino al recupero delle aree”, spiega il presidente Guazzaloca.

L’assessore Gilli, in un intervento che ha spaziato su diversi settori, ha rimarcato (riprendendo uno spunto dell’intervento iniziale di Guazzaloca, che ha ricordato come la rimodulazione dell’Ici da tassa sulla casa ad imposta sui servizi rappresenti una richiesta ‘storica’ di Asppi) che l’imposta comunale sugli immobili deve essere rapportata al loro effettivo utilizzo. In particolare – ha sottolineato Gilli - è rilevante sia la possibilità per gli inquilini di detrarre parte del canone, sia l’esenzione dall’imposta Ici della prima abitazione per i proprietari.
 
La possibilità data agli inquilini di scontare dalle tasse una parte dell’affitto è importante per due ragioni: permette loro un alleggerimento del peso dell’affitto sui loro redditi, ed inoltre - determinando un “contrasto di interesse” tra gli inquilini ed i proprietari - obbliga i proprietari di immobili a denunciare i ricavi da canoni, riducendo eventuali fenomeni di evasione.

La tassazione Ici oggi non è molto equa perché non tiene conto dei redditi delle famiglie e quindi – ha concluso l’Assessore regionale sul punto - non permette di rispettare il criterio della progressività dell’imposta. Per un problema di equità è opportuno ottenere che il gettito ora derivante dall’Ici sia più rapportato ad un criterio di progressività del nostro ordinamento fiscale. 

Per l’attuazione dell’esenzione del pagamento dell’Ici per la prima casa, non bisognerebbe indugiare e assumere i provvedimenti legislativi necessari in maniera da renderla applicabile già da quest’anno. Non vi è ragione di aspettare la riforma degli estimi catastali per intervenire sull’Ici – ha puntualizzato Gilli, ricordando che l’impiego del risparmio nell’acquisto della casa in cui abitare è un obiettivo costituzionalmente rilevante. La tassazione della casa in cui si abita può rendere meno raggiungibile questo obiettivo, soprattutto per i giovani che sempre più frequentemente ricorrono all’indebitamento per l’acquisto.

Questi interventi sul fronte fiscale andrebbero ad affiancare e rafforzare il lavoro che il ministero delle Infrastrutture, le Regioni, le Autonomie locali con le associazioni di rappresentanza delle categorie e delle forze economiche, stanno realizzando al Tavolo di concertazione (previsto dalla legge 9/2007 di proroga degli sfratti) e definire un ampio e nuovo piano pluriennale per le politiche abitative in Italia.

Sul versante delle risorse, Gilli ha infine comunicato un’importante novità: il bando regionale attualmente aperto (destinato in modo peculiare a Comuni e cooperative di costruzione) ed anzi prorogato sino a metà ottobre, è stato ulteriormente rimpinguato: sono ora 95 milioni di euro che verranno assegnati ai destinatari dei progetti di edilizia e al fondo di rotazione per gli interventi sugli interessi dei mutui.
Nel suo intervento, ha anche affrontato il tema caldo delle Acer (le Aziende casa dell’Emilia-Romagna): attualmente, sono nove, una per ogni provincia. Si potrebbe ipotizzare una loro razionalizzazione.

Sul problema del catasto, in vista delle misure di decentramento, l’assessore ha annunciato che sono allo studio provvedimenti per avviare una sperimentazione di gestione attraverso i Comuni.
Il vicesindaco Giovannelli ha elaborato un ragionamento che partendo dall’analisi della peculiare condizione italiana ha condotto alla richiesta di quel federalismo fiscale di cui si sta tanto parlando oggi, nei palazzi romani ed in quelli delle Regioni. Bisogna infatti tenere conto – ha detto l’amministratore sassolese – che l’Italia è una nazione di proprietari: addirittura, più di 4 su italiani su 5 (l’82%) vivono nella casa che possiedono. E’ necessario comunque aiutare chi ne è privo. Per fare questo, senza ovviamente trascurare gli altri che rappresentano la maggioranza, servono risorse per attuare piani di edilizia sociale.

Sull’ICI, non si può pensare di alzare ulteriormente l’imposta ma nemmeno cancellarla così tout court (ad oggi rappresenta circa il 30-40% delle entrate comunali): la soluzione possibile è applicare quel federalismo fiscale che consentirebbe agli enti locali di avere entrate loro proprie tali da consentire una maggiore facilità di manovra nelle politiche abitative e non solo.

Anche Giovannelli non si è tirato indietro sul tema Acer: ancora più decisa la sua posizione, fortemente critica: visti i risultati non soddisfacenti, si dovrebbe pensare ad altri strumenti in grado di soddisfare meglio le necessità manutentive degli immobili proprietà dei Comuni.

Righi ha ricordato il forte legame tra Asppi e Sassuolo: oltre venti anni di presenza sul territorio, al fianco dei piccoli e medi proprietari, impegnati a valorizzare gli immobili in un centro urbano nel quale si sono intensificati i problemi.
 
Righi, riprendendo anche alcuni spunti della relazione di Guazzaloca, ha ricordato gli obiettivi di Asppi oggi particolarmente urgenti: utilizzo della leva fiscale per conseguire maggiore equità ed un'adeguata protezione dei piccoli proprietari; efficientamento degli edifici, con minori sprechi di energia; contributo allo studio di ipotesi di decentramento catastale; agevolazioni comunali alle nuove abitazioni che realizzano soluzioni di contenimento energetico migliori rispetto agli standard obbligatori. 

 

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