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Il presidente nazionale di ASPPI scrive all'On Alfiero Grandi

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Parla l’Assessore alle politiche abitative della regione Lombardia. Interventi per la casa: “Sì al mix pubblico e privato”

Gent.mo On. Alfiero Grandi,  
a seguito del nostro colloquio in occasione del convegno organizzato dall’ASPPI di Bologna ”Riforma del catasto tra equità e trasparenza”, Le invio una breve sintesi relativa alle richieste che l’Asppi intende sostenere.

 
Premesso che la nostra posizione resta quella di considerare maggiormente equo e ragionevole un Catasto su base reddituale e non patrimoniale, condividiamo la necessità di una riforma che aggiorni e modernizzi questo Istituto. Perciò, pur ritenendo assolutamente prioritario un coerente e tempestivo adeguamento dei valori, per concretizzare le assicurazioni del Governo relative all’invarianza di gettito, vogliamo partecipare alla progettazione del nuovo Catasto con una serie di richieste che reputiamo funzionali a garantire una riforma la più equilibrata possibile.
 
In primo luogo, riteniamo che l’Omi, Osservatorio del mercato immobiliare, non sia sufficiente da solo a coordinare il rilevamento dei dati statistici per la compilazione del nuovo Catasto. Oltre ad essere gestito dall’Agenzia del Territorio per delega del Ministero delle Finanze, ovvero il soggetto che incassa le tasse per conto dello Stato, l’Omi appare tanto eccellente professionalmente a livello centrale quanto carente nelle sue emanazioni locali. Perciò chiediamo che esso sia scorporato e reso economicamente indipendente dal Ministero, e che sia potenziato con le strutture periferiche dell’Istat.
 
La seconda richiesta concerne alla nomina delle Commissioni censuarie provinciali. In esse ci saranno membri indicati da Comuni, Province e dalle categorie tecniche professionali, mentre non sono previsti componenti segnalati dalle associazioni della proprietà edilizia. Chiediamo quindi che si includa anche un tecnico indicato dalle organizzazioni dei proprietari, che rappresenti i problemi e i vincoli connessi alla gestione del settore.
 
Terzo punto che intendiamo affrontare è quello della composizione della Commissione censuaria centrale, che prevede 20 membri fra cui i direttori dell’Agenzia del Territorio e di quella delle Entrate, dirigenti del Catasto, magistrati, il direttore generale delle Politiche agricole, docenti universitari, il direttore generale del Ministero dei Lavori Pubblici, elementi indicati delle Province e dell’Anci, ma nessun rappresentante delle organizzazioni della proprietà. Chiediamo quindi la presenza in
Commissione di due membri segnalati dalle associazioni dei proprietari, stante il fatto che 45 milioni di cittadini risultano possessori di case o terreni.
Infine, chiediamo con forza di essere interpellati al momento della determinazione del tasso di redditività, che servirà per definire la resa dell’investimento così come prevista dal progetto di legge, e stabilire una piattaforma di imponibili perequata, come accaduto per gli studi di settore, che riguardano milioni di lavoratori autonomi, professionisti, piccole imprese ed artigiani.
 
Auspichiamo che queste nostre richieste vengano considerate ed accolte, nella prospettiva di una concertazione utile e proficua fra Stato e associazioni della piccola proprietà immobiliare.
Cordialmente Luigi Ferdinando Giannini
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