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Salassi catastali in 900 comuni

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L'acquisto all'asta è una valida alternativa al libero mercato. E una recente legge prevede un giro di vite nelle procedure.

Con provvedimento del 12 maggio 2006 l’Agenzia del Territorio, meglio conosciuta come “Catasto”, ha provveduto all’integrazione dei quadri di tariffa d’estimo del catasto fabbricati. Il provvedimento interessa circa 900 Comuni in tutta Italia.
Non si tratta di un provvedimento di generale innalzamento delle rendite catastali, ma dell’istituzione di alcune categorie di immobili fino ad ora non presenti nei comuni interessati al provvedimento. Per lo più si tratta dell’istituzione della categoria catastale A/10 (uffici) nei quadri tariffari dei Comuni che ne erano sprovvisti. Rari casi di istituzione di categorie B (unità immobiliari per uso di alloggi collettivi), di categoria C/2 (magazzini e depositi) e A/4 (abitazioni di tipo popolare) sempre nei Comuni che ne erano sprovvisti.
Questo provvedimento comporterà l’attribuzione di una nuova rendita catastale a quegli immobili (prevalentemente uffici) che erano accatastati in categorie abitative (A/2, A/3 ecc.). I proprietari degli immobili vedranno notificarsi le nuove rendite catastali sulle quali dovranno calcolare l’I.C.I. e l’imposta sui redditi. Nessun adempimento sarà richiesto ai proprietari. Gli stessi, qualora ritenessero ingiustificata o errata la nuova attribuzione di rendita catastale, potranno ricorrere al Giudice Tributario nel termine di 60 giorni dalla notifica, oppure, richiedere all’Agenzia del Territorio un riesame (motivato) della rendita catastale.
Il tutto avrà effetti pure sugli atti traslativi (compravendite successioni, donazioni) con aumento delle relative imposte.
In termini di imposta comunale sugli immobili gli aumenti potranno essere sensibili.
Gli estimi catastali degli uffici sono mediamente più alti delle abitazioni, ma molto dipende dalla categoria e dalla classe di provenienza dell’immobile oggetto di rettifica.
Questo provvedimento si aggiunge ad altre iniziative già operative, sia al fine di una generale riorganizzazione ed aggiornamento degli archivi catastali, sia per una maggiore equità fiscale. Si ricorda che sono in corso le revisioni degli estimi catastali di alcune micro zone (solo nel caso che i valori medi degli immobili differiscano oltre il 35% rispetto ai valori medi), il classamento degli immobili soggetti a ristrutturazione e non denunciati al catasto, la determinazione delle superfici catastali per l’applicazione della tassa sui rifiuti (da applicarsi all’80% della superficie catastale). Ulteriori provvedimenti sono stati presi per il censimento catastale dei grandi centri commerciali, delle stazioni ferroviarie e degli aeroporti con relative attività commerciali.

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