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LA QUALITA' ED IL RISPARMIO ENERGETICO NELL'ABITARE

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Un incontro promosso dall’Asppi provinciale di Modena e da CRE Domotecnica

Tanti gli argomenti su cui svolgere un’approfondita riflessione

Si è svolto a Modena un convegno promosso dall’Asppi provinciale e da CRE Domotecnica sul tema “La qualità ed il risparmio energetico nell’abitare”. Abbiamo voluto riproporre questo incontro sul tema del risparmio energetico e della certificazione, dopo quello svolto nel maggio 2007. Allora la novità era rappresentata dalla Finanziaria 2007 che introduceva incentivi fiscali per le opere di risparmio energetico.
Da allora alcuni cambiamenti sono intervenuti:
1. la proroga per tre anni degli incentivi introdotti dalla Finanziaria 2008 con la possibilità di detrazione fiscale da tre a dieci anni. Una decisione saggia che coglieva la necessità e l’urgenza della qualificazione energetica degli edifici
2. l’entrata in vigore delle norme sulla certificazione energetica prevista da una legge nazionale e integrata da una legge regionale tuttora in vigore
3. un fatto interno al nostro mondo ma significativo dell’importanza  e della sensibilità dei cittadini per il risparmio energetico negli immobili. Oltre 150 soci hanno usufruito nell’ultimo anno del servizio di assistenza istituito dall’ASPPI di Modena per le pratiche necessarie e il loro invio all’ENEA per l’istallazione di caldaie, infissi, coibentazioni ecc.
4. Ulteriore novità oggi è rappresentata dall’accordo ASPPI - Centro del risparmio energetico Domotecnica, che ci consente di offrire un servizio completo ai cittadini, dall’assistenza nelle procedure, a quella tecnica e progettuale, fino all’istallazione e realizzazione delle opere a condizioni scontate del 10% rispetto le migliori tariffe del mercato. Un accordo che si inserisce in un percorso di collaborazione con professionisti qualificati avviato con l’istituzione del servizio ASPPI e che si colloca nell’ottica sempre più attuale dell’assistenza all’abitare ed agli immobili a “ciclo completo”.
Un complesso di situazioni e necessità che richiederebbero certezze normative che sembrano essere messe in discussione da provvedimenti successivi a quelli ricordati.
Qui sta una delle ragioni del convegno: fornire risposte agli interrogativi che sono sorti, per svolgere al meglio il nostro lavoro e per orientare le scelte dei cittadini.
Un primo argomento riguarda l’obbligo di allegare negli atti la certificazione energetica degli edifici, non nuovi, nei trasferimenti di proprietà e nella locazione: dal 1 luglio 2008 per gli edifici interi, dal 1 luglio 2009 per le singole unità e dal 1 luglio 2010 anche per la locazione.
La cosiddetta Manovra d’estate (Decreto 112/2008) approvata dal Parlamento su proposta del Governo, abroga l’obbligo di allegare agli atti l’attestato di certificazione previsto dal Decreto 192/2005 che dava attuazione ad una direttiva comunitaria (la 2002/91) che stabiliva la messa a disposizione dell’acquirente o del locatario dell’attestato stesso.
Una prima possibile fonte di diversa interpretazione che necessita di chiarimenti riguarda il fatto che la Manovra estiva non elimina l’obbligo di effettuare la certificazione pur senza dover allegare la documentazione. Di contro la legge regionale prevede di produrre il certificato energetico quando vi siano provvidenze pubbliche, come nel caso del  risparmio energetico.
 
In secondo luogo il rapporto che viene a stabilirsi con la legge che anche la Regione Emilia Romagna (insieme ad altre) ha approvato. Il dubbio riguarda l’applicabilità di una norma di uguale contenuto rispetto alla Manovra d’estate, oltre alle conseguenze operative nel mutato contesto cui gli uffici legislativi regionali sono chiamati a dare risposta. Conosciamo le posizioni espresse dalle Regioni le quali insistono sulla obbligatorietà della certificazione rifacendosi alle norme comunitarie ispiratrici dei provvedimenti, ma credo che un approfondimento sia necessario per dare certezza ai cittadini anche a fronte di una recente circolare dell’Ordine notarile che si esprime sullo stesso argomento.
La nostra posizione è di condivisione di quanto sostenuto dalla Regione con una attenzione però agli strumenti preposti alla certificazione, che rappresentano un onere per la proprietà immobiliare, e sui quali occorre garantire controllo e rispondenza professionale, così come richiesto dalla delibera della Giunta  riguardo il sistema di accreditamento dei soggetti preposti. Oltre a ciò riteniamo che un riconoscimento debba essere riservato  al ruolo che, sul piano dell’informazione, dell’assistenza, del controllo, svolgono le organizzazioni rappresentative delle categorie.
Per quanto riguarda gli incentivi per il risparmio energetico abbiamo già espresso una nostra valutazione positiva sul prolungamento del periodo di vigenza delle norme così come previsto nella Finanziaria 2008. Riteniamo sia giunto il momento di rendere permanenti questi incentivi così come per quanto riguarda le ristrutturazioni edilizie. Un modo per reperire risorse e combattere i fenomeni di evasione fiscale.
Abbiamo inteso riproporre e ripuntualizzare, anche tramite interventi di comunicazione pubblica, il tema delle possibilità e delle procedure per accedere ai benefici previsti: ciò significa un atto di coerenza con i nostri compiti istituzionali verso una migliore qualificazione del patrimonio abitativo. Un’azione non isolata che si accompagna all’impegno delle istituzioni pubbliche locali e regionali. Ci preme qui segnalare il “Piano energetico” del Comune di Modena e la costituzione, insieme ad altri dell’Agenzia per l’energia e lo sviluppo sostenibile.
Si tratta ancora una volta di operare congiuntamente per il contenimento della bolletta energetica e la diminuzione dell’inquinamento atmosferico. Una esigenza, ci sia consentito, che male si concilia con i contrasti presenti in sede europea sull’applicazione del protocollo di Kyoto e sulle posizioni di rinvio che sembra avere assunto il Governo italiano.
Vogliamo sperare che, nonostante le impellenti emergenze economiche e finanziarie presenti in questo momento in Italia e nel mondo, i temi dell’ambiente non vengano accantonati in quanto componenti anch’essi di una politica di ripresa e sviluppo.
 
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