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Nella Crisi dei rifiuti la spaccatura tra istituzioni e cittadini

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la mancanza di fiducia verso la classe dirigente spinge a pensare che qualsiasi opera si tramuti poi in inquinamento, malattie, odori nauseabondi, degrado e cattiva gestione.
Il problema rifiuti è un argomento delicato in quanto coinvolge tutti i cittadini, che però possono contribuire solo dopo che le istituzioni hanno tracciato la via da percorrere. Spesso, quando i decisori devono compiere delle scelte si trovano contro comitati di cittadini e associazioni che cercano di opporsi in tutti i modi.
La sindrome N.I.M.B.Y. (Not In My Back Yard), “non nel mio cortile” colpisce un po’ tutti, e quindi qualsiasi tipo di proposta, valida o meno innesca reazioni e proteste. La crisi dei rifiuti in Campania, ha mostrato al mondo un Italia degradata, allo sbando, incapace di reagire e di gestire i problemi e soprattutto la profonda spaccatura esistente tra le istituzioni e i cittadini.
Nel caso della Campania i cittadini sono a priori contro qualsiasi tipo di tecnologia in quanto la mancanza di fiducia verso la classe dirigente lì spinge, a ragione, a pensare che qualsiasi opera realizzata si tramuti poi in inquinamento, malattie, odori nauseabondi, degrado e cattiva gestione.
Io sono un tecnico della Campania che nel suo percorso formativo, ha avuto la fortuna e la possibilità di studiare e lavorare in Emilia Romagna, Austria, Germania e che poi per motivi di orgoglio è voluto ritornare nella sua terra, magari con la speranza di poter fare qualcosa per migliorarla e renderla più vivibile.
La realtà però mi sta dando torto, e devo ammettere che spesso è forte il rimorso per essere tornato, trovarsi ad interagire con enti incapaci e sordi, politici corrotti, corporazioni che spingono verso scelte scellerate solo per aumentare i loro profitti, criminalità e soprattutto un immobilismo agghiacciante.
In questo periodo non si è più alla ribalta delle cronache, ma fino ad ora niente è stato fatto per cambiare, si continua trovando meschine soluzioni tampone, stoccaggi temporanei e non si pianifica e né si progetta in modo serio il futuro dei nostri figli; è una bomba ad orologeria che prima o poi scoppierà nuovamente. Esistono tecnologie consolidate, brevettate in paesi europei ed extraeuropei che consentirebbero in poco tempo alla Campania di avere finalmente una gestione sensata e all’avanguardia dei rifiuti.
Il rapporto ”GESTIONE A FREDDO DEI RIFIUTI”, pubblicato da Greenpeace  nel febbraio del 2003, dimostra attraverso una aggiornata e dettagliata descrizione tecnica che a completamento di sistemi di riduzione all’origine e di capillare raccolta differenziata può operare un impianto di trattamento degli scarti residui (TMB – Trattamento Meccanico Biologico) in grado di recuperare circa il 70% dei materiali in ingresso. In altre parole, con sistemi di separazione ampiamente disponibili sul mercato si possono recuperare i metalli, la carta, il vetro, le plastiche consentendo un trattamento anaerobico/aerobico della frazione organica. Quest’ultima, prima di essere stabilizzata, produce biogas sottoposto a recupero energetico per alimentare l’impianto stesso e per la produzione di calore e di energia elettrica a terzi. In questo modo in discarica vi andrà non più del 30% della frazione residua formato da inerti, pellicole di plastica (anch’esse teoricamente recuperabili), e materiali organici stabilizzati la cui potenzialità inquinante e’ ridotta del 90%. Questa filiera di trattamento è molto meno inquinante dei processi termici che comunque prevedono il ricorso a discariche per la collocazione di scorie e ceneri per circa il 30% dei rifiuti bruciati, presenta capacità di recupero di flussi di energia e soprattutto di materiali estremamente significative. Lo stesso quadro di “emissioni di CO2 evitate” non ha confronti con altre modalità di trattamento e di smaltimento. Inoltre, la collocazione in discarica di ciò che non e’ recuperabile riguarda rifiuti con potenzialità di percolazione e di emissione di fastidiosi odori non paragonabili a discariche per rifiuti tal quali.
La Tecnologia che vi sto per descrivere è una evoluzione degli impianti TMB ed è un brevetto israeliano che consente di gestire i rifiuti tal quali (ossia senza una raccolta differenziata), ma garantisce un elevato recupero di materia e di energia con un impatto ambientale trascurabile. Tale tecnologia sarebbe proprio l’ideale in una regione che non ha ancora investito nella raccolta differenziata e che ha bisogno di risposte immediate. L’impianto israeliano è molto duttile, realizzabile in pochi mesi, ed è utilizzabile anche con la differenziata.
L’impianto serve la città di Tel Aviv, è attivo dal dicembre 2002 ed ha una potenzialità di circa 200 t/gg.
 
L’impianto differisce dai tradizionali T.M.B. diffusi in Europa e si basa su un brevetto innovativo che favorisce la separazione senza emissioni di odori.
Le caratteristiche tecniche dell’ impianto sono riassunte nella tabella seguente:
Area occupata Il modulo base tratta 200 t/gg , e sorge su di area di circa un ettaro.
Impatti ambientali Non ha né emissioni odorigene né altre emissioni inquinanti.
Numero di lavoratori per la conduzione Circa 10 unità.
Consumo medio 0,5 MW. Tale energia è prodotta dall’ impianto stesso e l’eccedenza è venduta alla rete.
Bio-gas prodotto 20.000-25.000 m3 /gg contenete circa il 75% di metano – la produzione di biogas dipende chiaramente dalla percentuale di organico presente nel rifiuto in ingresso.
Potenza elettrica prodotta 2-3 MW con generatori a gas (38% di efficienza) - dipende chiaramente dalla produzione di biogas.
Ammendante organico prodotto (compost) Il 20-30% del totale dell’organico in ingresso su base secca.
Tale tecnologia estremamente efficace e conveniente è stata rapidamente esportata in Australia e negli Stati Uniti, ed è stata addirittura impiegata per recuperare e bonificare ex-discariche, ma per motivi a me sconosciuti non si è però diffusa in Europa. Se desiderate ricevere informazioni più dettagliate sull’impianto potete scrivermi all’indirizzo e-mail (sergioce@libero.it).
 
*Responsabile gestione operativa Impianto di Gassificazione
Esperto in Tecnologie Chimiche e Controllo Ambientale nel Ciclo dei Rifiuti
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