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Una manifestazione importante

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L'editoriale del Presidente

Una manifestazione importante

di Luigi Ferdinando Giannini*
 
 
Una manifestazione importante, organizzata in un momento importante. Il Governo Prodi vara la Finanziaria per il 2007 e Asppi lancia le proprie proposte per un rilancio delle politiche abitative ed immobiliari. Abbiamo scelto, per l’iniziativa “Casa: tra mercato e sociale”, tre parole d’ordine utili per avviare un confronto con le istituzioni  e le parti sociali, all’interno di un’auspicata e più volte richiesta “Conferenza nazionale sulla casa”. Queste parole sono: libero mercato, equità fiscale, edilizia sociale.
 
Perché sottolineiamo ancora l’importanza di una “Conferenza nazionale sulla casa”? Perché vogliamo valorizzare il nostro ruolo e per offrire il nostro contributo sulle politiche abitative stante, da anni, l’assenza di una programmazione nel settore. In un recente incontro con il vice Ministro delle Infrastrutture e Trasporti, on Capodicasa abbiamo riaffermato, come Coordinamento della proprietà immobiliare, l’urgenza di questo momento di confronto nazionale indispensabile anche per rilanciare una vera politica dell’affitto da troppo tempo assente nel nostro paese.
 
Proviamo a porci una semplice domanda: ci sono state in questi anni politiche per l’affitto?
Ebbene, a guardare i dati relativi al sempre crescente numero di proprietari, si può affermare che nulla è stato fatto per promuovere l’affitto, mentre possiamo cercare di capire cosa ha alimentato e favorito il mercato nelle compravendite.
 
Alcuni fattori, tra molti altri, hanno spinto gli italiani verso la casa in proprietà: la crescita esponenziale dei mutui (che ha prodotto peraltro un forte indebitamento delle famiglie); il famoso “scudo fiscale” del 2002, vale a dire quelle agevolazioni previste per favorire il rientro dei capitali illecitamente trasferiti all’estero; le operazioni di dismissione/cartolarizzazione del patrimonio immobiliare pubblico. Operazioni, queste ultime, complesse e per certi versi oscure. Non ci meraviglia se di recente il Presidente della commissione finanze del Senato, Giorgio Benvenuto abbia chiesto una commissione parlamentare d’indagine sul fenomeno delle cartolarizzazioni. Noi dell’ASPPI siamo stati sempre critici sull’operazione posta in essere ma ancor di più sulle modalità e sulle procedure adottate.
Nel frattempo non si è fatto nulla per l’affitto che rischia di diventare una componente marginale delle politiche abitative in Italia.
 
 
 
La legge 431/98 è una “riforma a metà” che deve essere completata senza alcuna nostalgia del canone unico ma piuttosto puntando ad un rilancio del canale concordato e del fondo nazionale per l’affitto.Riteniamo inoltre che sia giunto il momento di promuovere un testo unico in materia di legislazione immobiliare. Si pensi che tutta la legislazione che riguarda gli usi diversi fa riferimento alla legge 392/78, meglio conosciuta come legge sull’equo canone. In tal senso è necessario rivedere il sistema di tutela dei diritti della proprietà superando il concetto di parte contraente debole riferita all’inquilino.
 
Per quanto riguarda l’edilizia sociale, dobbiamo prendere atto di un generale disimpegno del pubblico in campo abitativo. E’ necessario però invertire questa tendenza, ottimizzando l’utilizzo del patrimonio esistente e realizzando nuovi investimenti anche ricorrendo a strumenti innovativi come l’housing sociale.
 
E l’imposizione fiscale sulla casa? Abbiamo fatto al nostro interno analisi per quantificare l’incidenza della pressione fiscale sugli immobili rapportata a diversi scaglioni di reddito, e ne sono scaturiti dati a dir poco allarmanti, tanto che abbiamo affermato che le tasse dirette e indirette si “mangiano il canone”. Se si guarda alla redditività immobiliare, considerando tutti i costi che i proprietari immobiliari devono sopportare,  i rendimenti vanno da poco più del 2,6% sino all’1,4%.
 
La nostra richiesta di tassare ai fini dell’imposta sul reddito l’affitto percepito non ad aliquota marginale, ma ad aliquota fissa, in linea con il trattamento fiscale delle rendite finanziarie non è nuova e trova riscontro in una logica di equità all’interno di un più equilibrato trattamento delle rendite di qualsiasi natura. La disponibilità del Governo per una riforma della tassazione dell’IRPEF relativa agli affitti, con l’introduzione di una cedolare secca, anche se non trova riscontro nella finanziaria và nella direzione giusta, ma perplessità si manifestano in ordine all’aliquota unica del 20% che porterebbe benefici limitati. Siamo dell’avviso che serva un approccio globale al problema e che sia opportuno procedere all’istituzione di una commissione composta da rappresentanti del Governo, delle Regioni, dell’ANCI e delle organizzazioni più rappresentative della proprietà e dell’inquilinato perché si dia luogo ad una riforma dell’attuale sistema di imposizione fiscale insieme alle parti sociali. E un tassello fondamentale di questa riforma riguarda l’Ici, o meglio il suo superamento.
 
Noi sosteniamo che il gettito proveniente dall’ICI può essere concretamente sostituito mediante il trasferimento ai comuni di una parte del gettito IVA ed IRE. È inoltre possibile pensare ad una tassa a “scopo vincolato”, sostitutiva dell’ICI per il mantenimento di determinati servizi comunali. Và data concreta attuazione ad un federalismo fiscale veramente equo e solidale capace di responsabilizzare e valorizzare il ruolo delle autonomie locali. A questo proposito il trasferimento delle competenze catastali ai comuni deve a nostro avviso essere accompagnato dalla costituzione di apposite commissioni/organismi consultivi, a cui possono partecipare soggetti pubblici e privati, in grado di vigilare sulle procedure e scongiurare aumenti generalizzati delle rendite e conseguentemente delle imposte. Una ulteriore riflessione và fatta esprimendo forti critiche per quanto attiene i meccanismi impositivi che, anziché fare riferimento alla capacità reddituale dei Cespiti, intendono fare riferimento ai valori patrimoniali. Di tutte queste importanti questioni non vi è alcun accenno in Finanziaria.
 
Se le precedenti finanziarie ci hanno deluso questa ci preoccupa; e non poco. Non vi si scorge infatti alcun segnale di alleggerimento della pressione fiscale sugli immobili, anzi si introducono nuovi aggravi sulle successioni e si apre la strada ad un inasprimento della tassazione in sede locale con la previsioni di nuovi balzelli e con l’attribuzione ai Comuni delle competenze sul catasto. Questa situazione ci spinge con forza a chiedere un confronto immediato con il Governo e con gli Enti locali e le Regioni per ribadire, nelle opportune sedi istituzionali, le rivendicazioni espresse nel corso della manifestazione di Roma del 7 ottobre.
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