PROTOCOLLO DI KYOTO E OBIETTIVI PER IL 2020: L’ITALIA E L’EUROPA PER L’EFFICIENZA ENERGETICA NELL’EDILIZIA
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PROTOCOLLO DI KYOTO E OBIETTIVI PER IL 2020: L’ITALIA E L’EUROPA PER L’EFFICIENZA ENERGETICA NELL’EDILIZIA
In Finanziaria misure che incentivano lo sviluppo di settori innovativi che abbisognano di investimenti in tecnologia e ricerca
PROTOCOLLO DI KYOTO E OBIETTIVI PER IL 2020: L’ITALIA E L’EUROPA PER L’EFFICIENZA ENERGETICA NELL’EDILIZIA
Un ottimo misuratore delle performance è lo strumento della Certificazione, già avviato da alcuni Enti virtuosi come le Province di Bolzano e Milano
di Emilio Ranieri*
L’Italia si è impegnata a rispettare il Protocollo di Kyoto che prevede la riduzione al 2012 del 6,5% delle emissioni di CO2 prodotte rispetto ai livelli del 1990. Con più fiducia e ambizione l’Unione Europa ha stabilito gli obiettivi da raggiungere entro il 2020, il cosiddetto 20-20-20, riguardanti l’incremento dell’uso delle fonti rinnovabili di energia (20%), il miglioramento dell’efficienza energetica (20%) e la riduzione delle emissioni di CO2 prodotte del 20%.
Il settore dell’edilizia è l’asse portante individuato dal Governo per ottenere risultati significativi per la riduzione dei consumi energetici e quindi delle emissioni climalteranti.
Due gli interventi principali:
- il Decreto Legislativo n° 311/2006 sulla Certificazione Energetica in Edilizia che ha drasticamente innalzato gli standard edilizi per favorire la realizzazione di progetti con livelli di dispersione termica sempre più bassi (circa il 50% in meno tra il 2005 e il 2010);
- gli incentivi fiscali dei commi 344-345-346-347 della Legge Finanziaria che consentono una detrazione IRPEF del 55% in tre anni sugli interventi volti alla riduzione dei consumi energetici del patrimonio edilizio esistente.
Tali interventi hanno sicuramente suscitato, soprattutto tra gli operatori, un interesse verso le case energeticamente più efficienti anche se non si è ancora arrivati a percepire la problematica come un’occasione di miglioramento della qualità delle nostre costruzioni e quindi della qualità della vita.
E’ abbastanza facile produrre ed emanare leggi, molto più complicato invece è convincere i proprietari di immobili ad applicarle per rendere le loro case più efficienti. L’interesse da parte dei proprietari verso il risparmio d’energia è ancora insufficiente, non essendo ancora matura e diffusa la sua utilità come invece avviene in altre realtà europee.
Ma l’energia ha un suo prezzo ed in futuro sarà sempre più cara!
Quanti edifici vengono ancora oggi ristrutturati pensando che questa possa essere l’occasione migliore per renderli energeticamente più efficienti? Quasi nessun acquirente di una nuova casa pone ancora al venditore la domanda “Quanta energia consuma, quanto alta sarà la bolletta?”.
Lo strumento della Certificazione Energetica già avviato da alcuni Enti virtuosi (tra tutte le procedure “CasaClima” della Provincia di Bolzano e “BestClass” della Provincia di Milano), sebbene ancora non siano uscite le Linee Guida Nazionali, può essere un ottimo misuratore delle performance di un edificio o di un appartamento.
Soprattutto la visibilità di una Targa Energetica e le misure espresse in kWh/mq anno possono essere facilmente interpretabili anche dai non addetti ai lavori per dare valore alla capacità termica di un immobile.
Sicuramente le misure della Finanziaria sul 55% che dovrebbero essere prorogate per tutto il 2008 hanno smosso tutto il settore, che è sempre vissuto come investimento di riparazione “sicuro” (“W il mattone!”).
In particolare effettuare interventi per la riduzione dei consumi della climatizzazione invernale, migliorare le tamponature esterne delle costruzioni con materiali isolanti, sostituire gli infissi utilizzando doppi e tripli vetri, cambiare le caldaie esistenti con quelle di nuova generazione ad alta efficienza, integrare il riscaldamento dell’acqua calda sanitaria con i collettori solari termici, producono effetti di riduzione dei consumi compresi tra il 25 e il 35%.
E’ chiaro che la leva fiscale può avere ancora successo se il cittadino riesce a percepirne il beneficio per il proprio portafoglio, almeno inizialmente.
Misure come queste inoltre incentivano uno sviluppo economico di settori tradizionalmente innovativi che abbisognano di grossi investimenti in tecnologia e ricerca per la immissione sul mercato di nuovi prodotti garantendo quindi la crescita dell’occupazione, delle capacità professionali ai vari livelli e adeguando un patrimonio edilizio esistente non sempre molto efficiente.
Attualmente le nostre case consumano mediamente intorno ai 150-200 KWh/mq anno. Le nuove costruzioni dovranno arrivare a standard minimi di 50 KWh/mq anno.
Solo allora l’utilizzo di impiantistica ad alta efficienza energetica, di dispositivi tecnologici, di una progettazione edificio-impianto più accurata, di tecniche progettuali di bioclimatica, di materiali ecocompatibili saranno al centro di una rivoluzione culturale per cui la casa tornerà ad essere amica dei vivere bene, dell’ambiente e della sostenibilità. Per info generali su Detrazioni IRPEF 55% si può consultare il sito internet http://efficienzaenergetica.acs.enea.it
* Libero Professionista, laureato nel 1996 in Ingegneria Civile Edile alla Facoltà di Ingegneria dell’Università di Roma “La Sapienza” . Dopo alcune esperienze nel mondo della qualità aziendale si dedica all’attività professionale nell’edilizia con particolare attenzione al calcolo strutturale, alla progettazione, all’ambiente nel settore rifiuti, risparmio energetico e tecnologie per lo sviluppo sostenibile. Certificatore accreditato SACERT, ha svolto attività di cooperazione internazionale nel settore ambientale con progetti del Ministero dell’Ambiente.

































