Portale d'ingresso
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Nella cosiddetta Finanziaria d’estate ha trovato grande spazio il tema delle politiche abitative. La Manovra, infatti, prevede l’adozione – entro sessanta giorni dalla sua approvazione – di un Piano Casa, le cui linee guida sono state illustrate dal Governo ed in particolare dal nuovo ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Altero Matteoli. Questo Piano Casa, però, si discosta molto dal documento finale su cui il Tavolo di Concertazione ha lavorato alacremente nel corso della passata legislatura. Documento ampiamente condiviso dalle parti sociali, che ora manifestano il timore di non trovare più la necessaria quadratura delle diverse posizioni, per arrivare ad un percorso comune che porti verso la soluzione dell’emergenza casa.
Il rammarico da parte delle forze sociali interessate alla questione abitativa sta anche nella fine dell’esperienza della concertazione, visto che il ministro Matteoli non ha riconvocato il Tavolo come in molti si attendevano. C’è stato però un segnale positivo in questa direzione, con l’ indizione da parte del Cnel – presieduto dall’ex ministro per le Attività Produttive Antonio Marzano - di un seminario sulla Casa a cui ha preso parte anche il direttore generale del Ministero delle Infrastrutture, Marcello Arredi, in rappresentanza del dicastero guidato da Matteoli. Inoltre, la sensibilità di quest’ultimo a ricercare il confronto con la più vasta pluralità di soggetti coinvolti nel settore di competenza, è stata testimoniata da chi ha avuto a che fare col Ministro nelle sue precedenti esperienze governative.
Ci sono altri aspetti, però, che destano preoccupazione fra gli esponenti del settore immobiliare. In primo luogo la destinazione ad altri utilizzi delle risorse già impegnate per l’emergenza abitativa dal precedente Governo: scelta che potrebbe, secondo il commento di alcuni esperti, portare a diversi contenziosi nel prossimo autunno. Secondo, poi, il cambiamento della tipologia di interventi, con l’abbandono di un programma di edilizia residenziale pubblica e di edilizia sociale, in favore di un Piano nazionale di edilizia abitativa. Questo significa, in particolare, privilegiare il mercato dell’acquisto rispetto a quello dell’affitto. Una situazione che potrebbe non adattarsi compiutamente all’attuale realtà italiana, che vede già abitare in casa di proprietà oltre l’ottanta per cento delle famiglie. Senza contare la necessità di mobilità territoriale per i giovani lavoratori e gli studenti universitari, che per le loro esigenze cercano alloggi in locazione.
In primo piano anche la presentazione del Secondo Rapporto sulla Finanza Immobiliare, elaborato da Nomisma, e l’assemblea annuale di Assoimmobiliare. I due organismi, entrambi presieduti da Gualtiero Tamburini, si sono soffermati sull’impatto del settore immobiliare sull’economia nazionale, sul mercato dei mutui e sull’opportunità, sottolineata con particolare enfasi da Assoimmobiliare, di varare un nuovo grande piano di social housing basato sull’offerta di abitazioni in locazione a canone moderato, interamente finanziato con risorse private. Un piano che potrebbe fornire, nelle intenzioni dei promotori, una risposta sostanziale al disagio abitativo, ma anche un contributo allo sviluppo del Paese per i suoi effetti keynesiani di stimolo alla domanda e di miglioramento di quella mobilità sopra citata.
Grande attenzione, come d’abitudine, per il risparmio energetico e tutte le iniziative ad esso connesse, con i riflettori puntati sulla Casa ecologica, progetto promosso dall’Assessorato all’Ambiente ed alla Cooperazione fra i Popoli della Regione Lazio. L’assessore Filiberto Zaratti ha illustrato l’idea nata nell’ambito del Progetto Kyoto, elaborata e che verrà concretamente realizzata da Avventura Urbana, un gruppo di esperti di diverse discipline che adotta un approccio fondato sul lavoro di équipe, particolarmente appropriato nella progettazione in contesti complessi e problematici. Una squadra che lavora insieme da quindici anni per promuovere la progettazione partecipata, partendo dalla condivisione della proposta da parte dell’utilizzatore finale.
Infine, ho il piacere di sottolineare l’aggiunta di una nuova pubblicazione alla collana che l’Asppi dedica ai problemi della casa. Dopo la Guida multilingue all’acquisto della casa, curata da Cesare Boldorini, un altro lavoro dedicato ai “nuovi italiani”: Abitare in Condominio, tradotto in italiano, inglese, francese, portoghese, albanese, arabo e cinese. L’opera è frutto dell’impegno del dirigente nazionale dell’Asppi Mario Mobilio, e prosegue idealmente sulla strada avviata da Boldorini in favore dei cittadini stranieri: dopo l’acquisto, ecco un vademecum per la vita condominiale, utile anche a molti italiani. Questo percorso evidenzia al meglio la volontà dell’Asppi di essere al servizio di chi entra nel “sistema casa” con tutte le sue articolazioni e derivazioni, cercando di anticiparne le necessità e di rispondere alle esigenze che via via si presentano. Uno spirito che contraddistingue l’Associazione anche nella sua azione sindacale, caratterizzata sempre da intenti collaborativi pur nel rispetto delle specificità di ciascuno.

































